Alcuni cenni storici riguardanti il territorio su cui sorge Cormano:

"Cormano è un centro dell'hinterland milanese, ormai assorbito dalla periferia della metropoli, cui è collegato dalla rete Ferrovie Nord, dalla strada statale MI - Meda, dalla Strada Provinciale dei Giovi e dall'Autostrada MI - Venezia.
Condomini, case popolari, stabilimenti industriali hanno preso il posto dei campi coltivati a frumento, granturco, melica, patate, viti e gelsi.
Il suo territorio, posto a mezzogiorno della fascia della brughiera, ma a monte di quella dei fontanili, è sempre particolarmente fertile.

Vuole la tradizione che il centro urbano sia stato fondato dai Celti ed infatti le antiche carte recano la denominazione di Cormannum la cui struttura linguistica esclude la possibilità di un'origine latina.



Secondo una tradizione locale, la regina Teodolinda dopo aver convertito al Cristianesimo i Longobardi, avrebbe donato alla chiesetta dedicata a Sant'Ambrogio due campanelli che si troverebbero tuttora sepolti in un terreno a sud della chiesa attuale.
Tuttavia nel 956 il paese viene citato come "Vico Corcomanno" e nel 1061 come "Locus Cortemano", in queste due eccezioni altri studiosi ravvisano una "Corte Ormanno" ed altri ancora (ad esempio l'Olivieri) una "Corte Cumani", cioè una corte comasca.

A Cormano sorsero così nel corso dei secoli diverse ville mentre a Brusuglio, accanto alla strada maestra, due palazzi contigui: il più grande fu quello dei conti Imbonati (che poi passerà per disposizione testamentaria di Carlo Imbonati a Giulia Beccaria, madre di Alessandro Manzoni) e l'altro quello dei conti Trotti.

La popolazione era di 150 anime, riferisce un attestato del parroco datato 1769 e non vi era persona che non era povera o che per vivere lavorava terreni altrui.
A mortificare una popolazione già estenuata dai sacrifici sopraggiunsero due incendi: il primo nel 1815 e il secondo, che distrusse l'intero paese tranne la chiesa e la Villa Manzoni, nel luglio 1848.
I contadini ne attribuirono la colpa ad alcuni fautori degli austriaci, appena cacciati da Milano.
Un comune di 600 abitanti dovette sembrare troppo piccolo al nuovo governo dell'Italia unita, che nel 1868 lo aggregò a Cormano."

La Proloco è tuttora impegnata a tramandare l'importante eredità e l'identità del territorio.

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